“Il mio affetto non si allontanerà da te - dice il Signore che ti usa misericordia -” (Is 54, 10)

Prima di venire a Cuzco, ho lavorato in proprio per 4 anni come elettricista a Vittoria (Sicilia), la mia terra natale, dove gestivo una piccola azienda, con un buon mercato di lavoro.
Mio padre sapeva che non avevo ancora deciso dove sarei andato in vacanza, e sapeva pure del mio stato di ricerca vocazionale. Ne aveva parlato con un amico sacerdote della parrochia e questi casualmente gli aveva commentato che quell’anno sarebbe andato a visitare il P. Giovanni Salerno. Quando mio padre udì questo, gli chiese un foglio dell’itinerario e me lo lasciò sulla scrivania. Arrivai a Cuzco! Mi commosse parecchio vedere tutti quei bambini e ragazzi e conoscere personalmente le grandi difficoltà della missione, che adesso potevo toccare con mano. Dopo un mese di permanenza a Cuzco, partii per l’Italia, ma deciso di ritornare. Finalmente, nel luglio del 2005, dopo un anno d’attesa, di sofferenza e di discernimento, riuscii a realizzare il mio più intimo sogno: diventare un religioso Missionario Servo dei Poveri del Terzo Mondo.

Fr. Paolo Giandinoto, seminarista msp